Alla data del 26 gennaio 2026, le Società Benefit si confermano come una delle componenti più dinamiche e in crescita del sistema produttivo italiano, dimostrando come l’integrazione tra obiettivi economici e impegno verso il beneficio comune possa tradursi in risultati concreti anche sul piano delle performance aziendali. Le evidenze più aggiornate emergono dalla Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025, che rappresenta, allo stato attuale, il quadro di riferimento più completo e recente per analizzare l’evoluzione di questo modello imprenditoriale in Italia.
L’analisi dei risultati economico-finanziari relativi al triennio 2021-2023 mostra come le Società Benefit abbiano registrato una crescita del fatturato significativamente superiore rispetto alle imprese non-benefit comparabili per settore e dimensione. In termini mediani, il fatturato è aumentato del 26 per cento, a fronte di una crescita del 15,4 per cento delle imprese tradizionali, con una differenza particolarmente marcata nel segmento delle microimprese. Anche sul fronte occupazionale i dati confermano una maggiore vitalità: il 62 per cento delle Società Benefit ha incrementato il proprio organico, contro il 43 per cento delle non-benefit, evidenziando una più elevata capacità di generare nuova occupazione in una fase economica complessa.
Un ulteriore elemento distintivo riguarda l’attenzione al capitale umano. Le Società Benefit mostrano una maggiore propensione a investire sulle persone, come dimostra il costo del lavoro per addetto, che risulta mediamente superiore di circa 3.000 euro rispetto alle imprese non-benefit. Questo dato assume un rilievo particolare nel contesto di elevata inflazione che ha caratterizzato gli ultimi anni, suggerendo un impegno concreto nel sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e nel valorizzare le competenze interne.
La crescita del fenomeno è confermata anche dai dati strutturali più aggiornati. Secondo l’Osservatorio sulle Società Benefit, attivo presso la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto e Infocamere, e ripresi nei principali rapporti istituzionali pubblicati tra dicembre 2025 e gennaio 2026, in Italia risultano attive 5.309 Società Benefit, con un incremento di circa il 22 per cento su base annua e un valore complessivo della produzione pari a circa 67,8 miliardi di euro. Il numero degli addetti supera le 236.000 unità, confermando un impatto occupazionale ormai significativo. Il confronto storico evidenzia una crescita particolarmente rapida: nel 2019 le Società Benefit erano poco più di 400, mentre già a fine 2024 avevano superato quota 4.500, raggiungendo un’incidenza di circa 1,6 per mille sul totale delle società registrate in Italia .
La Ricerca Nazionale 2025 dedica ampio spazio anche agli aspetti di governance, evidenziando come le Società Benefit presentino consigli di amministrazione mediamente più inclusivi e diversificati. La presenza femminile nei board interessa il 48 per cento delle imprese benefit, contro il 38 per cento delle non-benefit, con percentuali ancora più elevate nelle grandi imprese. Anche la componente generazionale risulta più bilanciata, con una maggiore presenza di under 40, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. I dati mostrano inoltre una correlazione positiva tra diversità nei board e performance aziendali: le Società Benefit che includono almeno un under 40 nel consiglio di amministrazione registrano una crescita del fatturato più intensa, una maggiore propensione alle assunzioni e politiche salariali più dinamiche rispetto alle imprese con organi amministrativi composti esclusivamente da over 65.
Un approfondimento qualitativo ha riguardato le finalità specifiche di beneficio comune inserite negli statuti. L’analisi di oltre 3.600 statuti, iscritti al Registro delle Imprese al 31 dicembre 2023, ha messo in evidenza più di 18.600 finalità dichiarate, con una media di circa 5,8 finalità per impresa. Gli ambiti di impegno più ricorrenti riguardano il rafforzamento del capitale sociale e delle relazioni con le comunità, l’evoluzione del modello di business in chiave di impatto positivo, la valorizzazione del capitale umano, le pratiche di leadership e governance e la tutela dell’ambiente. La mappatura delle finalità è stata realizzata utilizzando lo standard internazionale SASB, riconosciuto come uno dei principali riferimenti per la classificazione delle tematiche ambientali, sociali e di governance rilevanti anche sotto il profilo dei rischi finanziari.
In questo contesto di consolidamento e qualificazione del modello benefit si inserisce la Benefit Competition, l’iniziativa nazionale promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per valorizzare le migliori esperienze imprenditoriali che integrano competitività economica e impatto positivo. Dopo la prima tappa svoltasi a Milano il 21 novembre 2025, la competizione prosegue con il secondo appuntamento in programma a Brindisi il 12 marzo 2026. Le candidature per questa tappa si sono chiuse il 23 gennaio 2026, confermando un forte interesse da parte delle imprese e delle startup orientate al modello benefit .
Guardando alle prospettive per il 2026, le evidenze disponibili al 26 gennaio indicano che le Società Benefit continueranno a rappresentare un laboratorio avanzato di innovazione organizzativa e strategica. La combinazione tra crescita economica, attenzione alla qualità del lavoro, governance inclusiva e impegno verso il beneficio comune sembra rafforzare la resilienza delle imprese in un contesto macroeconomico ancora incerto. In questa prospettiva, il modello benefit si candida a svolgere un ruolo sempre più rilevante nel processo di evoluzione del sistema produttivo italiano, contribuendo alla diffusione di pratiche imprenditoriali orientate alla creazione di valore condiviso e sostenibile nel medio-lungo periodo.

