Per le imprese italiane, investire nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale sta diventando sempre più una scelta strategica. Nei prossimi anni, infatti, la capacità di innovare i processi produttivi, adottare nuove tecnologie e ridurre l’impatto ambientale sarà sempre più importante per mantenere la competitività e affrontare un mercato in continua evoluzione.
A confermare questa tendenza sono i dati Unioncamere relativi alle medie imprese: tra il 2026 e il 2028, il 76% prevede di investire nella trasformazione digitale, mentre il 73% intende destinare risorse alla transizione green. Numeri che evidenziano come digitale e sostenibilità siano ormai entrati nelle strategie di investimento delle aziende e non rappresentino più soltanto obiettivi di lungo periodo.
Per le imprese, tuttavia, il percorso di trasformazione non è privo di difficoltà. Circa tre medie imprese su quattro dichiarano di incontrare almeno un ostacolo nella realizzazione degli investimenti programmati. Il principale riguarda i costi iniziali: il 41,2% delle aziende considera infatti l’entità delle risorse necessarie uno dei fattori che maggiormente rallentano i propri progetti. A questo si aggiungono l’incertezza normativa e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali.
Un altro elemento particolarmente rilevante per chi programma investimenti è la disponibilità di competenze adeguate. Oltre un quarto delle medie imprese segnala infatti la carenza di competenze interne e manageriali come un ostacolo alla realizzazione dei percorsi di innovazione. L’introduzione di nuove tecnologie e l’adozione di modelli produttivi più sostenibili richiedono, infatti, personale qualificato e una capacità organizzativa in grado di accompagnare il cambiamento.
Per questo motivo, sempre più aziende scelgono di ricorrere a competenze esterne. Il 74% delle medie imprese si avvale di imprese di consulenza o consulenti privati per supportare i propri percorsi di innovazione, mentre oltre la metà coinvolge fornitori e clienti. Anche le istituzioni territoriali possono rappresentare un punto di riferimento: il 16% delle imprese si rivolge infatti a Camere di commercio e associazioni di categoria per ottenere supporto nell’affrontare gli investimenti legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità.
Particolare attenzione viene riservata anche alla decarbonizzazione. Nel triennio 2026-2028, il 41% delle medie imprese prevede di investire in tecnologie legate alla transizione verde e alla riduzione delle emissioni, orientandosi progressivamente verso soluzioni capaci di contribuire al raggiungimento di emissioni nette pari a zero.
Per un’impresa, la transizione digitale e quella ambientale rappresentano quindi due percorsi sempre più strettamente collegati. Investire in tecnologie innovative, efficientare i processi, ridurre consumi ed emissioni e sviluppare competenze adeguate significa non soltanto rispondere alle trasformazioni del contesto normativo e produttivo, ma anche creare le condizioni per una maggiore efficienza e competitività nel tempo.
In questo scenario, diventa fondamentale per le aziende valutare con attenzione gli investimenti da realizzare, individuare le tecnologie più adatte alle proprie esigenze e pianificare le risorse necessarie. La capacità di affrontare oggi la trasformazione digitale e la decarbonizzazione può infatti rappresentare un elemento determinante per la solidità e la crescita dell’impresa negli anni a venire.

