Concordato preventivo biennale 2026-2027: Isa decisivi per le imprese tra accesso e convenienza

Il concordato preventivo biennale si conferma anche per il periodo 2026-2027 come uno strumento di particolare interesse per le imprese, chiamate entro il 30 settembre a valutare l’eventuale adesione sulla base della proposta che sarà resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate. Non si tratta, tuttavia, di una scelta automatica, ma di una valutazione strategica che richiede attenzione ai requisiti di accesso e, soprattutto, al proprio livello di affidabilità fiscale.

Il perimetro applicativo della misura, pur non limitandosi esclusivamente alle imprese, trova proprio in queste ultime i principali destinatari operativi. Sono infatti le realtà imprenditoriali, in particolare quelle di minori dimensioni soggette agli Isa, a dover affrontare concretamente le implicazioni del concordato in termini di pianificazione fiscale, sostenibilità dei ricavi e gestione del rischio.

L’accesso al concordato è subordinato al rispetto di specifiche condizioni. Oltre alla necessità di non incorrere nelle cause di esclusione previste dalla normativa, le imprese devono verificare due ulteriori requisiti fondamentali. Da un lato, è richiesta l’assenza di una proposta di concordato preventivo biennale già in essere per il periodo 2025-2026: il sistema, infatti, non consente sovrapposizioni tra bienni. Dall’altro lato, assume un ruolo centrale il livello di affidabilità fiscale espresso attraverso gli Isa.

Ed è proprio su questo secondo aspetto che si concentra l’elemento più rilevante per le imprese. Gli Isa non rappresentano più soltanto uno strumento di monitoraggio o di accesso a benefici premiali, ma diventano una vera e propria condizione di accesso al concordato. Un punteggio adeguato è, di fatto, indispensabile per poter ricevere e valutare la proposta dell’Amministrazione finanziaria.

Per le imprese, questo significa che la “pagella fiscale” assume un valore strategico. Non solo incide sulla possibilità di accedere al concordato, ma influisce anche sulla qualità della proposta stessa. Un elevato livello di affidabilità può tradursi in valori più coerenti con la reale capacità reddituale dell’impresa, mentre punteggi più bassi possono determinare proposte meno favorevoli o, nei casi più critici, l’impossibilità di adesione.

Dal punto di vista operativo, particolare attenzione deve essere riservata alla corretta compilazione dei modelli Isa. I dati comunicati costituiscono infatti la base informativa su cui l’Agenzia delle Entrate elabora la proposta di concordato, determinando in via preventiva i redditi e i valori fiscali per il biennio. Eventuali incoerenze, errori o omissioni possono compromettere sia l’accesso sia la convenienza dell’adesione.

Per le imprese, la valutazione della proposta richiede un’analisi ancora più approfondita. Aderire al concordato significa accettare un livello di reddito predeterminato per due anni, con effetti diretti sulla fiscalità e sulla pianificazione economico-finanziaria. In contesti di stabilità o crescita, questo può rappresentare un’opportunità, offrendo certezza e riduzione del rischio di accertamenti. Al contrario, in presenza di margini incerti o andamenti variabili, l’accordo potrebbe risultare meno conveniente.

In questa prospettiva, il concordato preventivo biennale si configura come uno strumento che premia le imprese più strutturate e fiscalmente affidabili, incentivando comportamenti trasparenti e coerenti. Non è una misura pensata per sanare situazioni critiche, ma per consolidare un rapporto collaborativo tra Fisco e contribuente.

Alla luce di ciò, nelle settimane precedenti alla disponibilità delle proposte, è prevedibile un’intensa attività di verifica interna da parte delle imprese, spesso con il supporto dei propri consulenti. L’obiettivo sarà duplice: da un lato, migliorare il proprio profilo Isa ove possibile; dall’altro, arrivare preparati alla valutazione della proposta, con una visione chiara delle prospettive economiche del biennio.

In definitiva, per le imprese il concordato preventivo biennale 2026-2027 rappresenta una leva di pianificazione fiscale che può offrire vantaggi significativi, ma solo a fronte di una valutazione consapevole e di un adeguato livello di affidabilità fiscale. Ed è proprio su questo terreno – quello degli Isa – che si gioca la partita principale.